Buia, Allarme ANCE: “PMI in crisi meritano più attenzione”

“Quando le imprese piccole e medie chiudono nessuno se ne accorge, quando le grandi vanno in sofferenza si aprono tutte le porte. Ma non vogliamo figli e figliastri.” Mentre si parla di “Progetto Italia” per consolidare le costruzioni coinvolgendo i big in crisi, il presidente dell’Ance Gabriele Buia chiede pari dignità per grandi e piccoli e accende il faro sulla difficoltà in cui sono finite tante aziende sub-appaltatrici a causa della crisi dei grandi gruppi.

Una situazione che rischia di aggravarsi, trascinando con sè 3.600 famiglie, lancia l’allarme Buia, rivolgendo un accorato appello a governo e Parlamento affinché diano soluzioni, a partire dal Fondo di garanzia atteso nel decreto Crescita.

“Non si può parlare solo di maxi aggregazioni e dimenticare le piccole”, che costituiscono il sistema portante dell’economia e che meritano la stessa attenzione, ha detto Buia nel corso di un incontro con i rappresentanti del territorio.

Dalle situazioni più critiche, ovvero il Quadrilatero Umbria-Marche e i cantieri Anas in Sicilia e Sardegna, arriva una fotografia preoccupante, con 170 imprese coinvolte, 3.600 lavoratori e un ammontare complessivo di quasi 110 milioni di crediti non pagati. Ma senza il mondo delle costruzioni, che complessivamente pesa per il 22% del Pil, non si cresce, ricorda Buia.

L’ance si rivolge quindi alla politica e chiede misure concrete: a partire dal Fondo salva opere a tutela delle imprese previsto dal dl crescita, che però – chiede l’Ance – non deve essere a carico delle imprese. Ma servono anche “misure a sostegno delle PMI per approcciare forme di aggregazione” e “strumenti per la certezza dei pagamenti”, chiede Buia, che si appresta anche a chiedere al vicepremier Luigi Di Maio un tavolo di crisi permanente al Mise.

Gazzetta di Parma, Martedì 18 Giugno 2019

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